Le neuroscienze ci stanno spiegando con quali meccanismi funziona la nostra mente e ci permettono quindi di capire meglio i nostri comportamenti e i comportamenti delle persone che sono a vario titolo in relazione con noi. La vita in azienda è composta principalmente da relazione: comprendere come ci approcciamo agli altri e come gli altri si confrontano con noi è il primo passo per migliorarci.
Possiamo individuare degli ambiti prioritari in cui le conoscenze legate alle neuroscienze entrano nella vita aziendale: il Recruitment, la Formazione e lo Sviluppo, la Comunicazione e il Marketing: ma in realtà ogni comportamento quotidiano in Azienda può essere compreso, schematizzato e perfezionato se si comprendono i meccanismi celebrali che ne stanno alla base.
Le neuroscienze ci aiutano in ogni momento della giornata.. lavorativa e non. Occorre premettere che a fronte di ogni nostra azione viene attivato un circuito neuronale “pre-formato” nella nostra mente … quando non riusciamo a uscire da una situazione, quando non riusciamo ad ottenere un risultato o a essere più efficaci, e’ perché’ continuiamo ad attivare dei circuiti standard … le neuroscienze ci insegnano che conoscenza, volontà, consapevolezza e pratica possono generare nuove connessioni neuronali e quindi nuovi modi di affrontare qualunque situazione in modo da migliorare la nostra efficacia e il nostro ben-essere.
Il neuromarketing aiuta a capire e migliorare la nostra comunicazione nell'ambito dei processi decisionali e può risultare molto efficace nelle attività di promozione della propria immagine e/o brand. Alcune tecniche di neuromarketing sono molto utili anche per un uso etico della persuasione.
Negli ultimi 10 anni, lo sviluppo delle neuroscienze ha contribuito a far luce sui meccanismi del nostro cervello che sono alla base dei processi decisionali. La tecnologia, tramite tecniche di brain imaging ed eye-tracking , ci permette di mappare quali aree del nostro cervello vengono attivate in base agli stimoli ed ai contesti che possono agire sulle nostre emozioni. Sono quindi le meozioni che condizionano le nostre decisioni.
NO. Anche se il confine è sottile le tecniche di neuromarketing sono principalmente dei sistemi per lo studio e l'osservazione su come prendiamo le nostre decisioni. Questo significa che il neuromarketing può principalmente essere utilizzato per acquisire la consapevolezza di una possibile manipolazione nei nostri confronti e quindi divenire un utile ed importante sistema difensivo in grado di consolidare le nostre capacità di mediazione.
Certamente le neuroscienze possono supportare i selezionatori nell’analizzare le abilità e le attitudini dei candidati, e quindi nel prevedere i loro comportamenti e l’esercizio delle loro competenze in una organizzazione
Un buon processo di selezione è libero da preconcetti che condizionano la «lettura « dei candidati. Le neuroscienze possono aiutare i selezionatori a superare i propri bias e pregiudizi e, con l’aiuto dell’ IA, a costruire percorsi di valutazione robusti.
Il machine learning degli algoritmi, attraverso meccanismi di conferma e disconferma, rinforza e itera i comportamenti di successo. Ma se nella progettazione degli algoritmi stessi viene inserito involontariamente un bias del suo autore, questo verrà amplificato senza che il selezionatore ne abbia consapevolezza. Quindi è fondamentale progettare i criteri di scelta degli algoritmi prescindendo da pregiudizi consapevoli e inconsci e testare regolarmente l’affidabilità del sistema.
Come ci insegnano le neuroscienze se riconosciamo il bisogno del cervello di distrarsi dobbiamo imparare a cercare la distrazione di qualità per autorizzare il bisogno di distrazione. In questo modo possiamo progettare un apprendimento di qualità.
Una progettazione che segue il ritmo cognitivo attraverso l'uso di uno specifico Kit della distrazione ad uso libero ottiene i seguenti effettei positivi:
- Disinvoltura sociale
- Meno difese al confronto
- No uso cellulari e pc
Grazie alle neuroscienze ora sappiamo che non ci è possibile farlo, dobbiamo necessariamente considerare il cervello e le sue emozioni stimolandole attraverso una accurata progettazione basata su questi principi:
1. Brain Moving – dinamismo tra movimento e staticità fisica e mentale, stimolo di canali comunicativi differenti, uditivi, visivi, emotivi, cognitivi, creativi.
2. Focus & Distraction – progettare la distrazione per incrementare la concentrazione.
3. Self Discovery – rispondere al bisogno di scoprire ed esplorare e di trovare in autonomia gli strumenti utili per la propria crescita.
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* Riccardo Bubbio (coordinatore)
* Eusebio Balocco
* David Rocca
* Giorgio Barbero
* Federica Riccardi
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* Serena Candeo
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* Tullio Moretto
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